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Step #1 - IL NOME

Il plesiotelescopio Jadanza è uno strumento ideato dal cartografo e accademico italiano Nicodemo Jadanza all'inizio del XX secolo.
Esso è un cannocchiale usato per la proiezione a terra dell'estremo della spranga dell'apparato di Bessel per la misura delle basi geodetiche. 
Per tanto il plesiotelescopio rientra nella categoria di strumenti utili per il rilevamento.

Il nome  è composto dal prefisso "plesio" e dalla parola "telescopio".

Plesio- [dal greco πλησίον «vicino»]. – Primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico italiano e latino, nelle quali indica «vicinanza» o «somiglianza».

Telèscopio[dal latino telescopium, coniato nel 1609 sull’esempio del greco τηλεσκόπος «che vede lontano»]. – Apparato o strumento per l’osservazione di oggetti distanti.







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Step #26 - LA MAPPA CONCETTUALE

Mappa concettuale dei temi legati al plesiotelescopio.

Step #22 - LA NORMATIVA

Come già detto più volte, sul plesiotelescopio non è facile trovare una grande quantità di informazioni essendo un oggetto molto antico e ad oggi poco utilizzato e conosciuto. Infatti non esiste una vera e propria normativa che regoli lo strumento, ma possiamo rifarci a normative relative alle scienze e ai principi fisicia cui fa riferimento lo strumento. Norma EN ISO 8598-1:2014  che regola gli strumenti ottici e l'ottica Norma  ISO 17123-3 (2001)  che regola la procedura per la determinazione dell'accuratezza di uno strumento topografico

Step #9 - L'INVENTORE

L' inventore del plesiotelescopio e di altri importanti oggetti diottrici è Nicodemo Jadanza. Nicodemo Jadanza nacque a Campolattaro, in provincia di Benevento, nel 1847. Dopo aver compiuto gli studi secondari a Benevento, si iscrisse all'Università di Napoli e si laureò in Matematica nel 1869.  I suoi studi hanno dato contributi notevoli specie nel campo della Geodesia operativa e della Topografia.  Vinto un concorso dell'Istituto Topografico Militare (1874), Jadanza venne nominato aiutante Ingegnere Geografo, con residenza a Firenze, sede principale dell'Istituto e dove collaborò alle operazioni geodetiche per la realizzazione della Carta d'Italia.  Fu Professore di Geodesia Teoretica presso il Regio Museo Industriale e inseguito, nel 1881, divenne professore straordinario di Geometria Pratica all'Università di Torino e poi alla Scuola di Applicazione per Ingegneri (1887). Oltre che socio nazionale dell'Accademia delle Scienze di Torino , fu socio corripo...