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Step #27 - LA SINTESI FINALE

Eccoci arrivati alla fine di questo viaggio, volto alla scoperta di uno strumento tanto antico quanto affascinate: il  plesiotelescopio . Ripercorrendo insieme gli step abbiamo scoperto il suo  inventore , il suo  aspetto , l' anatomia  e come può essere rappresentato  simbolicamente . Inoltre abbiamo parlato delle varie  componenti e del  materiale di cui è fatto: l' ottone . Abbiamo poi dedicato uno step al suo  manuale d'uso  per far comprendere meglio ai lettori il suo funzionamento. Poi abbiamo visto che questo strumento si rifà ad una scienza precisa, ovvero la  geodesia , ma soprattutto il suo funzionamento si basa sulle leggi fondamentali dell'ottica , le leggi di Snell. Abbiamo anche scoperto chi furono i principali  costruttori  e marchi  a livello europeo e le  pubblicità che promossero lo strumento.  Purtroppo nelle nostre ricerche non siamo riusciti a reperire il brevetto ufficiale del nostro...

Step #25 - LA CHIMICA

Il collegamento principale tra il plesiotelescopio e la chimica è il materiale con cui esso veniva costruito.  Infatti come più volte descritto, il nostro strumento (come gran parte degli strumenti scientifici di misurazione dell'epoca) era costituito dall'ottone. L' ottone   è una lega rame-zinco, il cui tenore di quest’ultimo determina le proprietà come la resistenza meccanica, il colore, la lavorabilità all’utensile, la duttilità, la conduzione di elettricità e calore, la resistenza all’abrasione e alla corrosione. Messo a confronto con il rame ha il pregio di avere valori più alti di  durezza , resilienza e fusibilità.  Esistono due tipi di ottoni :  ottoni ternari , costituiti solo da rame e da zinco.  Quando la percentuale di zinco è inferiore al 36% si parla di fase a, ovvero ottoni caratterizzati da un' ottima lavorabilità a freddo  (imbutitura e stampaggio) e da una  buona lavorabilità a caldo.  Quando la percentuale di zinco v...